Sono nato in un piccolo paese della provincia di Roma, conosciuto soprattutto per la Madonna del Cuore, alla quale sin dal 1789, ogni anno, viene dedicata una Infiorata.
Le icone dell’amore compassionevole e della venerazione per la bellezza, hanno improntato gli anni giovanili e ispirato la vita successiva.
Fatti di destino, miei e di altre persone che ho conosciuto, mi hanno portato a sperimentare eventi molto critici spingendomi sempre di più ad approfondire i temi della psicologia; finché da studente lavoratore ho deciso di laurearmi in Psicologia – indirizzo clinico presso l’università “la Sapienza” di Roma e intraprendere successivamente la professione.
Una formazione alla pratica psicoterapeutica di tipo tradizionale la mia. All’inizio in veste di “paziente” e successivamente in controllo da altro terapeuta. Quindi come terapeuta in supervisione. Poi ho continuato in forma sempre più emancipata il mio percorso professionale, non tralasciando di pormi in discussione nelle occasioni di ulteriore formazione (continua) e di supervisione dell’attività.

Il mio apprendimento “sul campo” è iniziato ancor prima di laurearmi, avendo intrapreso già negli anni 1974-75 un training di gruppo ad indirizzo psico-corporeo proseguito poi con un percorso individuale di terapia reichiana con Federico Navarro.
Poi un training individuale didattico esperienziale presso la Società Italiana di Psico-vegetoterapia; una formazione in Psicoterapia ad orientamento Gestalt; un training di gruppo; un periodo di formazione sull’approccio “centrato sulla persona” secondo C. Rogers e successivamente un master sulla formazione di “genitori efficaci” secondo le esperienze di T. Gordon. Ho anche acquisito una formazione in “mediazione dei conflitti familiari” completando il previsto periodo di supervisione della attività. 
Recentemente, dopo aver superato gli indugi degli anni passati, ho acquisito delle competenze specifiche nel campo della ipnositerapia. Ho seguito un corso teoricopratico in ipnosi; mi sono deciso a scoprire quali potenzialità vi fossero ed ho compreso che l’ipnosi può essere un metodo di intervento validissimo in parecchi casi.
Negli anni ho maturato anche una esperienza nel campo dell’associazionismo e del volontariato socio assistenziale che coltivo tuttora con entusiasmo.

La professione, e naturalmente la mia vita, sono profondamente mutate da quando nel 1985 ho incontrato nel mio percorso di destino l’Antroposofia.
Mi ha aiutato e mi aiuta a conoscere in un modo più fecondo il mondo interiore dell’essere umano e il suo elemento spirituale. Mi offre la possibilità di sviluppare una modalità d’osservazione in grado di cogliere i processi invisibili che si manifestano nel visibile. Mi aiuta ad essere una persona attenta e sensibile nei confronti della peculiarità dell’essere umano vivente che si manifesta nella sua enigmatica compresenza di corpo, anima e spirito.
Mi aiuta e mi incoraggia a vivere la doppia natura dell’Io umano e la sua fragilità in una prospettiva cosmica, in un percorso di trasformazione animica e di crescita spirituale che anela alle altezze.

L’esperienza clinica mi ha spinto a concentrare l’attenzione sul disagio psichico visto anche come risultante di uno squilibrio socio ambientale per cui sostengo da tempo, con particolare enfasi, la necessità di interventi che aiutino le persone a confrontarsi con il “limite”, l’evento critico che compare nella loro biografia e che si presenta anche come “opportunita” di crescita e di sviluppo.
Ritengo che la cura del disagio e del disadattamento – nella maggior parte dei casi – richieda innanzitutto un intervento di tipo “ecologico”; di riequilibrio del rapporto tra l’ambiente, la personae la sua storia (la persona e il suo “essere”); del rispetto profondo e incondizionato della differenza di ciascuna individualità nel suo continuo divenire.

Le problematiche relazionali, sia individuali che di contesto, portate alla mia attenzione nel corso dell’attività professionale, mi hanno offerto la opportunità di porre in risalto sin dai primi anni della mia esperienza una evidenza allora scarsamente considerata: quella della sofferenza relazionale al lavoro e dei pregiudizi sulla salute mentale dei lavoratori.

I molteplici casi osservati, mi hanno spinto, a partire dalla fine degli anni 90, ad occuparmi con molta serietà delle problematiche psico-sociali nel mondo del lavoro.

Partendo da una formazione clinica, attraverso studi e ricerche sul campo, frequentando ambiti scientifici specializzati, ho costruito nel tempo una mia professionalità ed una competenza specifica relativa alla psicopatologia del lavoro e ai rischi psico-sociali. Attualmente ho la possibilità di articolare un complesso di strumenti provenienti dalla clinica, dalla psicologia del lavoro, dalla psicotraumatologia e psicopatologia; nonchè da un perfezionamento inpsicopatologia forense.

Sono socio:

SIPM – Società Italiana di Psicoterapia Medica

SIPLO – Società Italiana di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni

SIC – Società Italiana di Criminologia

 

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