La nostra quotidianità è un formicolio di eventi, di persone e di luoghi. Talvolta diciamo che viviamo nell’istante (hic et nunc), che vogliamo unicamente vivere nell’istante (in tempo reale). Tuttavia diventiamo subito ansiosi se non sappiamo che cosa faremo nell’arco di un mese o addirittura di una settimana.

Sul piano individuale si tratta probabilmente di un problema di buone pratiche. Molti utilizzano con criterio le nuove tecnologie per guadagnare tempo, informarsi, apprendere, riflettere, imparare a far fronte ai rischi che costellano la vita delle persone e delle aziende. Ma ancora in tanti confondono la velocità o il non perdere tempo con la efficienza e l’efficacia delle loro azioni. Tutti vorrebbero ottimizzare il loro capitale-tempo. Nondimeno è importante a questo punto affrontare il problema da un duplice punto di vista: quello della persona, in termini di organizzazione personale ed efficacia delle proprie azioni e quello della gestione e dell’organizzazione del lavoro che svolgiamo insieme ad altri e per gli altri. Impegnandosi a riflettere sui processi di cambiamento, individuare i problemi, delineare le soluzioni e prendere adeguate decisioni. Ottimizzando il tempo anche grazie alle nuove tecnologie e ai suggerimenti pratici e tecnici che i consulenti esperti di time management possono fornire.

Il tempo non può dilatarsi e spesso ci si ficca in un programma sovraccaricati di impegno, senza fiato, con il timore di poter portare a termine solo la metà del lavoro previsto.

Di fronte alla concorrenza sfrenata, le aziende contano molto sulle risorse dei loro manager e di conseguenza li tengono sotto pressione. Essi lavorano sempre di più, fanno tardi la sera e rientrano a casa con un po’ di lavoro ancora da sbrigare; la situazione spesso è simile anche nei weekend. Tuttavia, ahimè, questo super lavoro non risulta efficace, anzi. Essendo sotto pressione, il manager ha la tendenza a privilegiare le cose urgenti piuttosto che quelle importanti, lasciandosi sedurre dai “predatori di tempo” e, in fin dei conti, lasciando lo stress professionale invadere la loro vita privata e colpire la loro salute. Ma in tutto questo non vi è fatalità, esistono principi, tecniche e trucchi per fare fronte a tali incongruenze e vivere meglio, anche quando si è sotto pressione.

Le persone che si dicono sovraccariche di impegni, probabilmente utilizzano in modo non opportuno il tempo di cui dispongono, sia perché esse passano troppo tempo al telefono, oppure a discutere con i colleghi o ancora a svolgere compiti che potrebbero tranquillamente delegare ad altri. Tuttavia è possibile riprendere il controllo della situazione e apportare dei cambiamenti al proprio comportamento. Perché, oltre una migliore capacità di gestire il tempo, si tratta di rendersi consapevoli delle proprie capacità, delle modalità in cui agiamo per adattarle alla situazione e riuscire ad essere padroni del proprio tempo. Attivando così uno dei maggiori fattori di successo personale e professionale.

PS
Ho ritrovato su alcune vecchie agende delle annotazioni che trovo ancora interessanti; brevi riflessioni, credo non banali rispetto al tempo in cui le ho scritte. Si tratta di idee e spunti che ho utilizzato per i miei interventi.
Ne ho scelto cinquantadue, risalenti agli anni 2002, 2003 e 2004, con l’intenzione di proporre un motivo di ispirazione settimanale per il corso dell’anno.
Questa è la n. 52: il capitale tempo (2004)


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